DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI ALZHEIMER
Looking for Monica Edizioni
Libri per guardare l'Alzheimer negli occhi, per chiamare l'Alzheimer per nome

ALZHEIMING - Di cosa parliamo quando parliamo di Alzheimer (Un vademecum umano, etico, relazionale)
Autore: Paolo Brunelli
Postfazione di Giovanni Gelmini
©2025 APS Looking for Monica - Tutti i diritti riservati
Prima Edizione: settembre 2025
(in collaborazione con Cicorivolta Edizioni)
ISBN 9788832124613
pp. 88 - € 13,00
C'è un momento, spesso silenzioso, in cui tutto cambia. Un giorno qualsiasi, una parola che si perde, un nome che non torna, uno sguardo che sfuma.
E intorno, l'impaccio: delle parole, dei gesti, delle emozioni.
È da lì che nasce "Alzheiming".
Non per spiegare cos'è l'Alzheimer, ma per provare a dire cosa significa viverlo.
"Alzheiming" è un verbo che non esiste - e proprio per questo dice qualcosa che sfugge alle definizioni.
Alzheimer come verbo, dunque.
In inglese, l'aggiunta del suffisso "-ing" trasforma un sostantivo in un'azione in corso. Perché Alzheimer non è solo una condizione che si ha, ma anche qualcosa che si diventa, si attraversa, si accompagna.
Così, "Alzheiming" suggerisce l'idea di un fatto che accade nel tempo, che si sperimenta più che definire.
Suggerisce che non è solo un'etichetta diagnostica: è un processo, un vissuto, una trasformazione in atto, un movimento continuo, un'esperienza condivisa, che attraversa non solo chi ne è colpito, ma anche chi accompagna, chi cura, chi resta.
"Alzheiming" non è una guida clinica e non è un manuale tecnico.
Piuttosto un vademecum umano, uno spazio di parole e pensiero, per provare a dare senso, a ritrovare direzione, a rimanere presenti anche nello spaesamento.
Parla a chi vive la malattia.
Parla a chi cura.
Parla anche a chi guarda da fuori, e spesso non sa, non capisce, non osa chiedere.
"Alzheiming" non offre soluzioni facili. Ma prova ad aprire spiragli. Perché l'Alzheimer è sì smarrimento. Ma può essere anche resilienza, resistenza, relazione, verità.
"Alzheiming" nasce da molte domande, da molti silenzi, da molte riflessioni.
Ma soprattutto nasce da quello che hai vissuto e stai vivendo, da quello che hai pensato, assorbito, letto, fatto, imparato, ascoltato, visto fare, e persino da quello che ancora non sai ma è in viaggio dentro di te.
Nasce dal bisogno di ridare dignità all'esperienza, di rimettere al centro la persona, di resistere alla disumanizzazione del linguaggio e dei protocolli.
Nasce anche da una convinzione: che ci siano modi più giusti, più delicati e più autentici di parlare di Alzheimer - e soprattutto di viverlo.
In questo vademecum non troverai capitoli né lezioni. Troverai passi. Piccoli movimenti in avanti, soste necessarie, tracce da percorrere senza fretta.
Perché vivere e accompagnare l'Alzheimer significa soprattutto questo: procedere un passo alla volta, con pazienza, dignità e cura.
Ogni Passo è un frammento, un tassello, un angolo visuale. Alcuni sono narrativi, altri riflessivi, altri ancora più pratici. Ma tutti muovono dalla stessa urgenza: restituire senso, dove tutto sembra perdersi.
A chi vive l'Alzheimer - da dentro o da accanto - "Alzheiming" offre parole il cui scopo principale non è quello di spiegare, ma quello di accompagnare.
E lo fa con la speranza che anche nel disorientamento ci possa essere orientamento, anche nella perdita ci sia qualcosa che resta, anche nella fine apparente possa nascere una nuova forma di presenza.
"Alzheiming" è dedicato a chi dimentica.
E a chi non dimentica mai.
